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TRACCIA 01

  • Immagine del redattore: GAMBINO FLAMINI architetti
    GAMBINO FLAMINI architetti
  • 22 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Tre cucine, tre case, nessuna formula universale


C’è una richiesta che torna continuamente nei primi incontri.


Più della vasca freestanding.

Più della cabina armadio.

Più del parquet a spina.


L’isola.


“Secondo voi ci sta?”


E quasi sempre la domanda vera è un’altra:

“Possiamo avere una cucina come quelle che vediamo ovunque?”


La risposta a volte è sì.

A volte no.

E a volte il problema non è se ci stia fisicamente, ma se abbia davvero senso metterla.


Perché alcune cucine chiedono uno spazio centrale attorno a cui vivere.

Altre chiedono libertà di movimento.

Altre ancora chiedono semplicemente ordine e silenzio.


Negli ultimi anni abbiamo progettato diverse cucine che ci sono rimaste molto care e che, per vari motivi, non siamo mai riusciti a fotografare davvero bene.


Peccato.


Perché alcune raccontavano molto bene una cosa in cui crediamo:

la cucina non nasce mai da una formula.


Nasce da una serie di decisioni prese insieme.


Non esiste la cucina perfetta in assoluto


Esiste la cucina giusta per:

  • quella casa

  • quelle proporzioni

  • quella luce

  • quelle abitudini

  • quelle persone

Per questo ci fanno sorridere le formule universali.

Isola sempre. Penisola sempre. Total white sempre. Tutto aperto sempre.


Noi non abbiamo mai visto un “sempre” funzionare bene in tutte le case.


Cit Turin: quando l’isola ha davvero senso


In questo appartamento di Cit Turin, invece, l’isola aveva senso davvero.


Lo spazio la sosteneva.

La luce la attraversava.

La distribuzione la rendeva naturale.


Non volevamo però un blocco protagonista solo perché oggi piace.


L’isola è stata progettata come un elemento autonomo rispetto alle colonne retrostanti.

Quasi un oggetto indipendente nello spazio.


È stata posizionata in asse con la luce naturale della casa, così da diventare parte attiva dell’ambiente durante tutta la giornata.


Dietro, le nicchie esistenti nelle pareti sono state sfruttate per contenere senza appesantire.


Qui l’isola non è un simbolo contemporaneo.

È semplicemente la soluzione più corretta per quella casa.


cucina a isola, progetto di ristrutturazione di interni a Torino, progettazione architettonica

Borgo Rossini: quando l’isola non serve


In un altro progetto, nel quartiere Borgo Rossini, la situazione era completamente diversa.


Lo spazio non consentiva né isola né penisola.


E sinceramente non ne sentivamo alcuna mancanza.


La cucina si sviluppa ad L su due pareti, con una distribuzione semplice e molto efficiente.


Il lavabo è stato collocato proprio davanti alla finestra.

Un gesto apparentemente minimo, ma importante: lavorare guardando la luce naturale migliora molto l’esperienza quotidiana.


Qui la cucina funziona proprio perché non ha cercato di imitare modelli che appartenevano ad altre case.


E poi un bel tocco di rosso, a contrasto.

Così per scombinare la rigidità di tutto il resto.


cucina bianca con finestra sopra a lavandino, rubinetto rosso

Una cucina dentro il living, come un volume costruito


Ci spostiamo nel quartiere di Vanchiglia, a due passi dal nostro studio.


Questa zona cucina è stata pensata come un vero e proprio box inserito all'interno della zona giorno.

Uno spazio definito, raccolto, ma aperto verso il living.


La cucina è del marchio Valcucine, integrata con alcuni inserti realizzati su misura dal falegname, in legno rovere: elementi capaci di scaldare l’atmosfera e rendere l’insieme meno seriale.


Qui compare una penisola con i fuochi, mentre la cappa è nascosta nel controsoffitto.

Una soluzione pulita, silenziosa e molto efficace.


Sì, ci piace ancora moltissimo.



Ci piace progettare cucine in modi diversi


A volte lavoriamo direttamente con falegnami.

Questo ci permette massima libertà su:

  • misure

  • dettagli

  • materiali

  • soluzioni speciali


Altre volte collaboriamo con rivenditori specializzati di cucine, cercando insieme la risposta più adatta al progetto.


Non abbiamo pregiudizi.

Ci interessa solo il risultato finale.


Ogni cucina è una piccola prova di equilibrio


Perché deve riuscire a tenere insieme molte cose:

  • estetica

  • movimenti

  • manutenzione

  • luce

  • contenimento

  • durata

  • quotidianità


E spesso tutto questo dentro pochi metri quadrati.


Non basta che venga bene in fotografia.

Deve funzionare il lunedì mattina, quando si è in ritardo e il caffè sta uscendo dalla moka.


Se stai pensando di riprogettare la tua cucina a Torino


La domanda utile non è:

“Ci sta un’isola?”


Ma:

“Come vivremo davvero questo spazio ogni giorno?”


Da lì nasce una cucina riuscita.


 
 
 

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Giuliano Gambino Architetto P.I.08840990017 - Maria Lucilla Flamini Architetto P.I.02677800399
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