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TRACCIA 03

  • Immagine del redattore: GAMBINO FLAMINI architetti
    GAMBINO FLAMINI architetti
  • 15 giu
  • Tempo di lettura: 2 min
cantina di un appartamento a Torino

Se hai una cantina, conserva tutto


Ci piace progettare il nuovo.


Ma ci piace ancora di più quando il nuovo riesce a convivere con qualcosa che esiste già.


Una porta antica.

Un pavimento dimenticato.

Una vecchia maniglia.

Delle cementine spostate nel posto giusto.

Un elemento che sembrava da buttare e invece aveva solo bisogno di una seconda occasione.


Nel nostro lavoro succede spesso.


Entriamo in case che hanno già avuto più vite.


Case modificate, divise, rimaneggiate negli anni.

Appartamenti in cui si leggono interventi diversi, fatti in epoche diverse, con logiche diverse.


E dentro quel disordine, ogni tanto, troviamo materiali bellissimi.


Non sempre si riesce a salvare tutto


Lo diciamo con sincerità.


A volte ci piacerebbe conservare molto di più di quanto sia possibile.


Un pavimento in graniglia troppo danneggiato.

Delle cementine incomplete.

Un parquet compromesso da infiltrazioni.

Porte smontate male anni prima.


Capita.


E ogni volta ci dispiace.


Perché certi materiali hanno una qualità che oggi è difficile ritrovare.


Ci servirebbe un magazzino enorme


Ogni tanto ci immaginiamo un deposito pieno di cose recuperate dai cantieri. (Per lo meno, Lucilla se lo immagina).


Porte d’epoca allineate lungo una parete.

Scatole di maniglie.

Cementine catalogate per colore.

Vecchi vetri.

Cornici, ferramenta, pezzi unici.


Una specie di archivio dei materiali con una seconda vita ancora da scrivere.


Per ora non ce l’abbiamo.


Quindi ci arrangiamo con metodo e un certo entusiasmo.


La nostra regola è semplice: se hai una cantina, conserva tutto.


Lo diciamo sempre ai nostri clienti.


Perché quello che oggi sembra inutile, domani potrebbe diventare perfetto altrove.

Un elemento fuori posto in una casa può trovare finalmente il suo posto in un’altra.


Le porte, per esempio, viaggiano molto



Ci è capitato più volte di recuperare porte in esubero da un cantiere e inserirle in nuovi progetti.


In Casa Sineo in Vanchiglia abbiamo montato e restaurato una porta proveniente da un appartamento di Borgo Rossini.


In Casa Emanuele, le porte delle camere arrivano da un altro cantiere: da Cit Turin dirette al Quadrilatero.


In Casa Boccaccio, una porta antica che “avanzava” dal cantiere  di Cit Turin è stata restaurata, adattata e ridipinta. Ora è posizionata accanto a un pilastro in cemento a vista, materico e quasi brutalista. Tutt’altra epoca.


Un contrasto che ci piace ancora moltissimo.


Anche i pavimenti cambiano destino


pavimento in cementine originali in appartamento a Torino

In un altro progetto abbiamo trovato delle cementine colorate in una camera destinata a diventare soggiorno.

Cementine sconnesse con alcuni punti rattoppati.


Lì il progetto prevedeva un parquet continuo per dare unità a tutta la casa.


Le cementine però meritavano di restare.

Così le abbiamo recuperate e riposizionate nel bagno.


Una stanza perdeva un pavimento.

Un’altra guadagnava carattere.


Recuperare non è nostalgia


Non conserviamo le cose solo perché sono vecchie.


Le conserviamo quando hanno ancora valore:

  • qualità materica

  • proporzioni belle

  • lavorazioni difficili da ritrovare

  • presenza autentica

  • capacità di dare identità a uno spazio


Se un elemento non funziona più, si cambia.


Se può vivere ancora, ci piace provarci.

È bellissimo riuscire a recuperare qualcosa da un cantiere e trasferirlo in un altro.


Ogni casa migliora quando contiene tempi diversi


Un mobile nuovo.

Una porta con una storia precedente.

Un pavimento appena posato.

Una maniglia consumata dagli anni.

Quando l’equilibrio è giusto, la casa sembra più vera.


Meno costruita.

Più vissuta.


 
 
 

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Giuliano Gambino Architetto P.I.08840990017 - Maria Lucilla Flamini Architetto P.I.02677800399
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